Mer, 04/22/2020 - 11:37 By admin
Debunked

Tutto ciò che si riceve, si riceve secondo la misura del recipiente

(di Mauro Mendula)

 

Questa è un'epoca formidabile.
Assistiamo a complottisti vittime essi stessi di complotto e fuoco amico. Così, il Nobel scopritore dell'HIV (Montagnier) dopo aver rilanciato l'assist sulla sospetta manipolazione in laboratorio, afferma che il depotenziamento del virus potrebbe avvenire attraverso onde elettromagnetiche interferenti RF a bassa frequenza (probabilmente quelle stesse - per intenderci - di Radio Vaticana) accusate per decenni, assieme ai campi statici ELF, di provocare le leucemie infantili.
Dunque, ricapitolando:
le alte frequenze (5G) attivano il virus. Radio Vaticana potrebbe spegnerlo.
1-1 palla al centro.
Ma se ho capito male, “mi corrigerete”.

Assistiamo poi alla gloria dei nuovi eroi della "certissima verità", i debunker:
sono i "giornalisti scientifici de noantri" (qualcuno - vista la pericolosità della professione - si firma con pseudonimi, o con il semplice "la redazione"). In genere laureati alla scuola epistemologica della patatine, si lanciano nella - certamente gratificante - confutazione del medesimo Nobel, facendo prima la cronistoria delle "cantonate", del declino intellettuale e della presto diagnosticabile demenza senile per poi - una volta inanellata una bella antologia di fallacie - passare la palla al "vero esperto" del caso (argumentum ab auctoritate), quello che difende l'onorabilità della scienza e della comunità scientifica, che sa mostrare le carte (rigorosamente in peer review) le stesse che nessuno degli articolisti ovviamente saprebbe leggere, a parte Bucci, la Capua, lo stesso Nobel appena "smontato" in meno di 700 battute e poi forse Burioni (quando non sta davanti alla telecamera).
Sono quei "fact checker" - sempre per intenderci - che polverizzavano PRIMA come fake o “puro allarmismo” notizie o dubbie affermazioni, grazie al rodato bazooka del “ci sono/non ci sono evidenze”, salvo POI rimodulare la posizione al sorprendente arrivo d’inaspettata verifica (o falsificazione) tale da costringere (DOPO) a qualche distinguo, ad evidenza sopraggiunta o scomparsa (eppure dovrebbero sapere come funziona la scienza).
Intelletti volenterosi che, nell'encomiabile opera di smascheramento delle cazzate, son talmente presi nel difendere la "narrazione ufficiale" da diventare spesso più papisti del papa, o meglio: più scientisti degli scienziati.

Chiaramente non possiamo mancare anche noi comuni mortali, virologi/commissari tecnici ai tempi dei social, intenti a sfoggiare saccentemente il nostro fiuto ed il nostro superiore quoziente intellettivo con la medesima perentorietà, esclamando: VE L'AVEVO DETTO!!!
Per inciso: la stessa sicumena la si rintraccia da ambo le parti: sia nella schiera degli smascheratori che nella truppa del “complotto mon amour”.

Leggiamoli:

  • Il #filo_debunker esordisce: "ma quanto ca++o siete trogloditi a credere in queste frottole, minus habens, analfabeti funzionali da TSO! Io l'ho capito subito che son tutte balle, ed infatti guardate qua! (link a butac, bufale, Next caxxi e mazzi).
  • Il #filo_complottista: "ma quanto ca++o siete imbecilli a credere a queste minchiate, minus habens, analfabeti funzionali lobotomizzati! Io l'ho capito subito che ci raccontano balle (SVEGLIAAA!), ed infatti guardate qua (link a cabala complottista, 5G for Dummies, Deep State, ControPelo_Alieno, NextEra ca++i, mazzi e ramurazzi).

Ciò che li differenzia (per modo di dire) è solo l’engagement: non avendo né tempo né strumenti per approfondire alcunché, coltivano il comodo sport di prendere posizione (ugualmente fideistica e bigotta) per una fazione o per un’altra, in una ‘simpatia narcisistica per la parzialità’ - come direbbe Zhok - che azzera qualsiasi autentica ricerca del vero (troppo impegnativo) a favore dell’utile gratificazione di avere una quotidiana dose di confirmation bias, almeno quanto basta per sentirsi - con qualche copia/incolla - dalla parte giusta della storia, anche solo per il vessillo sfoggiato.

Pagina debunker

Il primo si sente scafato perché la narrazione ufficiale è credibile di default (ma scherzi?!). L’altro si sente altrettanto scafato perché dietro il fenomeno ha scoperto il noumeno (quello che - appunto - ci nascondono!).
E così, piazzato il link, accompagnato da un “avete visto, cialtroni!” si passa al prossimo argomento o sberleffo, da veri buffoni (quali sono, simpaticamente).

pagina complottara

Poi è chiaro che abbiamo anche gli scienziati (e presunti tali). Quelli sotto i riflettori che s'insultano su twitter dandosi loro stessi reciprocamente dei cialtroni, quelli ancora in cerca d'impiego in qualche task force e... quelli che non esistono perché non si vedono:
"testa bassa e lavorare" - ovviamente - non hanno tempo da sprecare nella divulgazione leofilizzata per comuni mortali, tutti occupati assieme ai loro "peer" ad accumulare (a volte anche a dopare) impact factor manco fossero medaglie da appendere alla divisa; talmente bravi a spaccare il capello del microcosmo che indagano, quanto inetti su tutto il resto. Unica bramosia? La nomination al Nobel, da barattare solo per un accesso illimitato a Meetic.
Fra questi, tanti bravi studiosi, per carità: Dio ce li preservi!

Chiudiamo la casistica nominando le mosche bianche: i poveri cristi che cercano coi pochi mezzi a disposizione qualche scampolo di verità, pescando con un po’ di discernimento frammenti di ragionevolezza nei campi avversi: son quelli che se la passano peggio, perché prendono calci negli stinchi da tutti: dai debunker, perché - per i loro gusti - dubitano già troppo; dai complottisti perché non dubitano abbastanza; dagli scienziati perché ”non hanno titoli e competenze”, per cui l’adagio: "su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (anche se Wittgenstein intendeva una cosa diversa, ma tant’è).
Questi Pària hanno una chance in più, se si affrancano dalla logica dicotomica della modernità. Ma ne parleremo un’altra volta.

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